Banche, diamanti e cattivi consigli

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Banche, diamanti e cattivi consigli

Banche diamanti e cattivi consigli

E’ scoppiato un nuovo scandalo, questa volta legato ai diamanti.

A farne le spese i risparmiatori.

Il meccanismo innestato dalle banche era semplice: pare che spingessero i clienti ad investire i propri risparmi in diamanti, vendendoli a prezzi gonfiati rispetto al loro reale valore di mercato.

Due erano le società che operavano tramite gli sportelli bancari, la IDB e la DPI. Queste, secondo l’Antitrust, fornivano informazioni ingannevoli o omissive sul prezzo di vendita dei diamanti, l’andamento del mercato e la loro liquidabilità e rivendibilità per agevolare gli investimenti di coloro che cercavano un bene rifugio.

In particolare, così scriveva l’Antitrust nel 2017 “alla luce delle risultanze istruttorie è emerso che le quotazioni di mercato erano i prezzi di vendita liberamente determinati dai professionisti in misura ampiamente superiore al costo di acquisto della pietra e ai benchmark internazionali di riferimento (Rapaport e IDEX); l’andamento delle quotazioni era l’andamento del prezzo di vendita delle imprese annualmente e progressivamente aumentato dai venditori; e le prospettive di liquidabilità e rivendibilità erano unicamente legate alla possibilità che il professionista trovasse altri consumatori all’interno del proprio circuito”.

Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha ora confermato le sanzioni per pratiche commerciali scorrette che a suo tempo erano state inflitte dall’Antitrust: 2 milioni per IDB; 4 milioni per Unicredit; 3,35 milioni per Banco BPM; 1 milione per DPI; 3 milioni per Banca Intesa; 2 milioni per MPS.

Ma come possono tutelarsi i risparmiatori?

Al momento, è stato avviato il fallimento di IDB, ed è previsto che coloro che possiedono dei diamanti che si trovano ancora presso questa società, dovranno richiederli entro l’8 marzo 2019. Allo stesso modo, è ora possibile insinuarsi al passivo per richiedere il risarcimento del danno subito.

Non solo, i risparmiatori potranno anche rivolgersi alle banche per vedersi risarcire. Sul punto bisogna però tenere conto dell’apertura ai rimborsi effettuata da alcune di esse.

Tutelattiva è pronta a tutelare i risparmiatori, qualora siate vittime anche voi, contattate urgentemente il numero 3889555772.